VERTICAL
VILLAGE
Odore
di ruggine e fuoco al di là della secca chiostra dei grattacieli,
non più cielo.
Irrompe così sulla tela un’iconografia estremizzata che
svela immagini di
scenari urbani inquietanti dai segni spasmodici di un mondo ostile
e alienante.
Le chiamano anche high-rise (per l’elevazione) e highdensity
Megalopolis (per l'espansione).
In correlazione costante allo svettamento verticale di volumi che
sembrano
torcimenti della stessa aria è la vita, che
frettolosamente e caoticamente si consuma in
basso, dove non essendovi più spazio per la viabilità
urbana terrestre, prendono piede enormi attraversamenti di sopraelevate
infittite
d’auto che avvolgono la Megalopoli come una spessa rete di ragno.
Degenera dalla Metropoli, e sviluppa di anno in anno i confini del
“tecnicamente fattibile”, metabolizza e
licenzia il concetto di dimensione umana e campeggia con illusioni
di grandezza
e tanto malessere a scapito del suo creatore.
Alba
Amoruso